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Non è pigrizia: è esaurimento
Articolo scritto da Dott.ssa Domenica Amoroso – Psicologa
Quando la mente dice “basta” e il corpo obbedisce
Ci sono momenti in cui anche le cose più semplici come alzarsi dal letto, cucinare, vestirsi o fare una telefonata diventano faticose. E allora arrivano frasi, spesso detta da altri o da una parte severa di noi stessi come: “Sei pigro.”, “Devi solo sforzarti.”, “Basta la forza di volontà.” , “I problemi veri sono altri” e così via… Ma la verità è che non sempre si tratta di pigrizia. A volte è esaurimento. Un esaurimento silenzioso, lento, che si accumula giorno dopo giorno, finché il corpo e la mente smettono di cooperare. Non è debolezza, è un andare oltre i propri limiti. Come scrive lo psichiatra e autore Andrew Solomon, “la depressione è l’impossibilità di costruire un futuro.” E in fondo, è proprio questo che avviene quando si è esausti: il futuro si appiattisce e ogni gesto diventa troppo.
Quando l’energia emotiva finisce
Siamo abituati a pensare alla stanchezza come a qualcosa di fisico. Ma esiste una fatica emotiva che pesa altrettanto, quella di chi regge tutto, sempre, di chi si prende cura degli altri senza chiedere aiuto, di chi sorride per abitudine, anche quando dentro è spento, di chi “va avanti” perché fermarsi fa paura. È una forma di sopravvivenza: si continua a fare, finché un giorno non si riesce più a fare. E quel “non riesco” viene scambiato per disinteresse, svogliatezza, pigrizia. In realtà è il sistema nervoso che dice: “non ho più risorse”. E la stanchezza mentale pesa più di quella fisica. Nessuno sembra capirlo, a volte pure la nostra mente fatica ad accettare di avere dei limiti. La consapevolezza della situazione non sempre è un processo immediato e, nel frattempo, tutto sembra crollare, compresi noi…
Il meccanismo psicologico e il DSM-5-TR
Il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 2022) descrive diversi quadri clinici in cui la fatica psichica e motivazionale è un sintomo chiave: nel Disturbo Depressivo Maggiore si parla di “marcata diminuzione di interesse o piacere per quasi tutte le attività” e “ridotta capacità di concentrazione”;
nel Disturbo da Stress Post-Traumatico e nel Disturbo d’Ansia Generalizzato, la tensione cronica può portare a esaurimento emotivo, irritabilità e stanchezza costante; nel Burnout (non ancora classificato come disturbo autonomo nel DSM, ma riconosciuto dall’OMS come “fenomeno occupazionale”), si evidenziano esaurimento energetico, cinismo e ridotta efficacia professionale. Dal punto di vista psicologico quando la mente è sottoposta a stress prolungato entra in modalità risparmio energetico, riduce l’attivazione emotiva e cognitiva per autoproteggersi. Non è, quindi, “mancanza di volontà” ma un meccanismo di difesa fisiologico.
Dalla colpa alla cura
Riconoscere che non è pigrizia ma esaurimento e mancanza di forze è il primo passo verso il nostro benessere. Non serve spingere di più: serve fermarsi con gentilezza e chiedersi: Di cosa ho bisogno adesso? Cosa sto ignorando da troppo tempo? Chi può aiutarmi a rimettere ordine dentro di me? E’ davvero necessario compiacere gli altri? E’ meglio prendersi una pausa e darsi tempo anziché ritrovarsi a non avere più tempo perché le energie mentali sono state prosciugate completamente.
Come ricordava lo psicoanalista Donald Winnicott, “È nel contatto con un ambiente sufficientemente buono che l’individuo può tornare a essere vivo.” Allo stesso modo, anche un contesto di sostegno psicologico può diventare un ambiente “sufficientemente buono” dove riposare, comprendere, ricostruire, ritrovarsi quando in autonomia non si riesce a ritrovare la via e si naviga a vista, in cerca di una luce che sembra non illuminare mai le nostre giornate…
Ricominciare è possibile
Non è pigrizia. E’ essere stufi di essere stati forti per troppo tempo, di non potersi fermare, di non essere compresi. La ripartenza non nasce dalla forza bruta, ma da una scelta di cura. Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo sfidati a cambiare noi stessi. E spesso, il primo passo per cambiare è permettersi di chiedere aiuto.
Dott.ssa Domenica Amoroso
Psicologa – Benessere e crescita personale
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